VOLANO ricorda i 200 anni della morte di padre Tovazzi

Se sei interessato puoi richiederne una copia presso gli uffici comunali

In occasione del bicentenario della morte dell'erudito e storico francescano Giangrisostomo Tovazzi (Volano 1731 – Trento 1806), deceduto nel convento di San Bernardino a Trento il 5 marzo 1806, la Fondazione Biblioteca San Bernardino con il sostanziale e convinto sostegno del Comune di Volano, paese di origine del Tovazzi, ha ritenuto opportuno ricordarne l'attività culturale con la pubblicazione di una delle sue opere: BIBLIOTECA TIROLESE


La scelta è caduta sulla monumentale «Biblioteca Tirolese», iniziata nel 1767 e continuamente aggiornata dall'autore fino alla sua morte. La decisione di concentrare l'attenzione sulla «Biblioteca Tirolese», privilegiandola rispetto ad altri interessanti lavori, tuttora inediti, della sterminata produzione manoscritta del Tovazzi (i Diari o l'Epistolario, ad esempio) è stata suggerita dall'importanza che essa riveste per la storia letteraria dell'area trentino-tirolese. Si tratta infatti di una imponente raccolta di articoli monografici - sono 935 schede - dedicati all'attività letteraria di autori nati, che hanno lavorato o che hanno avuto delle relazioni con i principati vescovili di Trento e Bressanone con la contea del Tirolo. Ogni scheda, comprende delle notizie biografiche dell'autore trattato e offre un'accurata nota bibliografica sulla sua produzione, sia pubblicata a stampa che rimasta inedita.
Si tratta quindi di un lavoro che offre una sterminata quantità di notizie, a volte anche di tipo aneddotico, su un numero molto rilevante di personaggi. Oltre agli articoli dedicati a singoli autori ve ne sono anche di “collettivi”, come quelli per gli accademici Agiati, per i poeti di occasione, per i medici, i giuristi, etc., il che accresce ulteriormente la massa di informazioni raccolte dal Tovazzi. Quello che però qualifica maggiormente questa fatica è l'accuratezza dell'autore nel cercare conferma di quanto scriveva in repertori autorevoli, verificando di persona, quando possibile; insomma cercando di rendere massima la credibilità del materiale che andava raccogliendo.
In tal senso si può affermare che il limite della «Biblioteca Tirolese» è costituito proprio dal suo essere un lavoro aperto, in continuo aggiornamento, quindi senza una definitiva veste o struttura, il che ne rende a volte difficile la lettura. Ciò non toglie che quest'opera sia da considerare l'ideale prosecuzione del «Saggio della Biblioteca Tirolese» di Jacopo Tartarotti, fratello del più noto Girolamo, pubblicato a Rovereto nel 1733 e rimasto allo stato di intervento preliminare a causa della morte prematura dell'autore. Anche per questo l'opera di Giangrisostomo Tovazzi viene a costituire il più completo e sistematico tentativo di dare vita ad una storia della letteratura trentino-tirolese che l'erudizione settecentesca sia riuscita a produrre.

Dott. Roberto Adami
Responsabile della Biblioteca Comunale