Particolare degli affreschi presenti all'interno di questo 'gioiello' di Volano

Non deve sembrare paradossale l'affermazione che nei rapporti artistici Volano è stato, almeno a partire dal XV secolo, per così dire più vicino alla pianura padana che a Trento e al Tirolo. Va rilevato inoltre che Volano ha vissuto due stagioni di particolare fervore artistico, la prima appunto sullo scorcio della dominazione veneziana attorno al 1500 e la seconda nel XVII secolo. San Rocco oggi restaurato rappresenta giustamente fra i più interessanti simboli artistici del primo rinascimento del Trentino.

Sono di notevole valore i residui del giudizio universale in parte scomparso (sembra che le fiamme infernali furono tanto vivide da spaventare i destrieri dell'imperatrice Maria teresa, che ne ordinò subito la loro cancellazione). Dal punto di vista artistico e architettonico in particolare il comune di Volano presenta una ricca connotazione che si esalta in particolare in due edifici religiosi: la pieve della Purificazione di Maria e la piccola chiesa di S. Rocco.


La pieve della Purificazione di Maria, nominata fin dalla fine del XII secolo, venne ricostruita nelle forme attuali alla metà del Settecento, su iniziativa della comunità che commissionò i lavori a due dei più valenti architetti lagarini dell'epoca: Giuseppe Antonio Sartori (abside) e Bernardo Tacchi (facciata). L'interno è impreziosito da otto altari in marmi policromi, diversi dei quali risalenti alla grande tradizione scultorea settecentesca delle botteghe castionesi (Francesco Passerini, Valentino Villa, Giovanni Antonini). Fra le pitture da segnalare senz'altro le grandi tele settecentesche del veronese Bartolomeo Zeni.


All'estrema periferia nord del paese, dalla parte opposta rispetto alla parrocchiale, si trova la chiesetta di S. Rocco, costruita verso la seconda metà del '400 e interamente affrescata sul finire di quel secolo e nei primi tre decenni del successivo. Le pitture sono opera di artisti diversi tra cui sicuramente Gapsare Rotaldo pittore veronese abitante a Riva e forse lo stesso Francesco Verla. Di particolare interesse oltre agli episodi biblici della navata (vita di Gesù e vita di Maria) e dell'arco trionfale (S. Giorgio, S. Martino e Crocefissione) è il ciclo delle storie di S. Rocco dell'abside, uno dei migliori del nord Italia.


Lungo i fianchi della vecchia strada imperiale che attraversa completamente il paese, sorgono numerosi edifici dalle eleganti facciate (case Raffaelli, Gioseffi, Cainelli, Tovazzi), impreziosite da portali lavorati e resti di antiche pitture. Alla "Crosera" (incrocio fra la strada imperiale, via Ponta e via Viate) sorge un grande capitello dedicato ai Santi Sebastiano e Rocco con iscrizione che lo fa risalire al 1404. Altro capitello di pregio risalente al '500 si trova in via Camposala: all'interno della nicchia affresco raffigurante Gesù che incontra la Madre; sul contorno rappresentazione dei santi Valentino, Rocco, Lorenzo e Sebastiano.