Monte Finonchio


         In testata :
- foto con il tramonto ai Gelmi
- foto scattata dalla valle

         A sinistra:
- foto della Pontera del Pasquim


 

foto di C.Zandarco e S.Zorer

La montagna di Volano

a cura di Eugenio Gelmi

Il Finonchio è la montagna di Volano.

Più precisamente è il versante nord della montagna quello che appartiene al nostro comune.
Salendo lungo i tornanti della strada che parte in località Piazol e con una pendenza media del 10% raggiunge il rifugio della SAT “Fabio Filzi” ai 1.600 metri della cima, incontriamo via via alcune località caratteristiche:

-    a circa 400 m. di altitudine ecco S. Antonio,  con i suoi prati, la fontanella, il capitello dedicato al santo; da qui parte anche la strada forestale che va verso ‘l  Spiaz de le Strìe, da dove poi s'inerpica il sentiero che porta all'eremo di Santa Cecilia, nel bel mezzo  del  Zengio Ross

-    qualche chilometro dopo incontriamo la località Fontanelle con il capitello dedicato a S. Corrado

-    verso gli 800 metri di altitudine ecco Fontana Fredda, con la sua celebre acqua freschissima e, tutt'attorno, un primo pugno di baite; da qui si può raggiungere agevolmente il Moietto, località turistica sita nel comune di Rovereto

-    poco dopo un chilometro siamo a Dòs dal Pim, località vocata da tempi remoti alla villeggiatura (lo testimonia anche una  bella canzone che cantavano allegramente i nostri vecchi: Dòs dal Pim co' la su busa / vilegiatura per la zent che no gà soldi / ma qualche grusa…)

-    ancora 500 metri e siamo ai Brusai, dove sorge il nucleo più esteso di baite

-    qualche centinaio di metri ancora e siamo alla colonia parrocchiale, dedicata a  S.Maria Goretti, dove nella stagione estiva si alternano tanti gruppi di bambini, ragazzi, associazioni e comunità

-    un paio di chilometri oltre parte la strada forestale che raggiunge i 1.350 metri della malga “Finonchio”, di pertinenza dei Quattro Masi;

-     a circa 1.300 metri di altitudine troviamo l'ultimo nucleo di baite sparse, in località Gelmi

-    di qui la strada prosegue in sterrato fino alla vetta, con i suoi verdissimi prati, dalla quale si può godere di una magnifica vista a 360 gradi sulle montagne circostanti, ma anche, in particolare ad ovest, assai  oltre, verso il Brenta e l'Adamello - Presanella.

Gli innamorati di questa montagna conoscono tante altre località particolari e spesso curiose: meritano una citazione almeno la sorgente de l'Abiol , raggiungibile in 5 minuti da uno dei primi tornanti; ai 450 metri di altitudine il Dòs Tont, con la prima baita abitata; il caratteristico dosso chiamato, per la sua forma, castèl Cuchet, verso le ultime propaggini a sud del Zengio Ross; in cima al Zengio c'è una località che si chiama el Fil, da dove un tempo partiva una fune che trasportava il legnatico fino a valle; più in alto, a circa 1.100 metri di altitudine, ecco le antiche frane della Bisèra picola e della Bisèra granda (Marochèra del Giori); poco sopra la Colonia si può raggiungere el Barc e ‘l Pim del gal; vicino alla località Gelmi si può andare a trovare anche il mitico Dòs del zèrf (prende il nome da un ceppo di mugo che richiama le forme del cervo, abbarbicato sulla roccia dalla notte dei tempi); a 1.400 metri, il  Praistèl con la cava di ghiaia; e poi decine e decine di altri posti e sentieri, ognuno con la sua piccola storia: la stradèla morta, la Gioa, el Pian de Lèra, le Buse, el Pass de la Lovèra,el Sgorbiom, i Prai de la Malga,i Petizoi, el Tof dela Salvata, I Lavezoni, la Padèla, la Tortorèla, el prà del Pero Flinco,  la Mandra, el Pozat, i Campivi…e sarebbe bello nominarli tutti, ma di sicuro qualcuno rimarrebbe fuori e allora li lasciamo alla memoria di chi vi è in qualche modo affezionato.

Il Finonchio, nella parte di pertinenza di Volano,  si può definire, senza  che qualcuno  si offenda, una montagna turisticamente povera; se paragonata al vicino altopiano di Folgaria, addirittura insignificante. Per i suoi fedeli innamorati però è proprio questa caratteristica a conferire particolare preziosità a questa  montagna: essendo turisticamente poco attraente è rimasto un regno di verde e  silenzio. Si può camminare per ore e ore nel bosco, anche in una domenica di piena estate,   senza incontrare anima viva Sempre ammesso che gli animali ne siano privi: infatti non è raro imbattersi specialmente in caprioli e camosci; ma anche la lepre, lo scoiattolo, il ghiro, la volpe e una certa varietà di serpenti abitano con discrezione, senza dare nell'occhio,  la nostra montagna; l'orso invece ancora non è comparso ma pare sia lì lì per arrivare.

E' facile avvistare anche aquile, falchi, poiane. Non mancano ovviamente nemmeno i volatili minori.
La vegetazione è piuttosto ricca. Ci sono in particolare dei magnifici faggeti e, in alto, boschi di aghifoglie. Grandissima è la varietà di fiori, specialmente sui prati verso la sommità. Quando la stagione è propizia, gli appassionati sanno anche trovare degli ottimi funghi.

Il Finonchio costituisce una ricchezza incommensurabile per la comunità di Volano. Storicamente ha integrato l'economia agricola soprattutto con il legname e il fieno – e peraltro anche al giorno d'oggi prosegue la tradizione del lotto di legna in favore dei censiti che lo richiedano – ma il suo valore più grande è paesaggistico-ecologico-ambientale.

Senza la sua montagna – è appena il caso di ricordarlo per i distratti - Volano perderebbe la sua specifica identità.