Curiosità ...chi erano i Saltari ??

a cura di Marius Debiasi

Saltari, guardieforestali e guardie campestri in Trentino

In molte zone del Trentino il termine saltaro, con le varianti dialettali salter, saltar, è tutt'ora in uso. Il termine è molto antico. Si tratta di un tipico esempio di continuità tra consuetudini giuridiche diverse, una di tradizione romana, l'altra di origine longobarda. Il termine saltaro deriva dal latino saltus, ovvero bosco, forra, fratta boscosa.

In epoca romana una lex saltus definiva norme che riguardavano l'uso dei boschi. In Val di Fiemme il saltaro definiva i messi eletti annualmente dai Regolani di Regola e dai Regolani di Comun. Svolgevano compiti di salvaguardia, di controllo del bene comune, di polizia e di riscossione. Una delle mansioni dei saltari fiemmesi riguardava la sorveglianza sul rispetto delle consuetudini comunitarie durante la fienagione nei vasti prati di Bellamonte, da sempre proprietà indivisa (non assegnata all'una o l'altra Regola) della Magnifica Comunità di Fiemme.

Nei luoghi dove la presenza del saltaro era diffusa, questa, nel corso dei secoli, si adattò a costumi locali diversi. In alcuni luoghi il saltaro divenne guardiano dei beni comunitari indivisi dei boschi. In altri assunse le funzioni di guardia campestre. In alcune zone particolari si conosce anche un saltaro dell'uva, deputato a vigilare e a prevenire furti nei vigneti della sua comunità. La presenza dei saltari e la connotazione giuridica della loro funzione si è sedimentata anche in numerosi toponimi. Il più noto si trova nei pressi di Rovereto dove vi è una frazione denominata Saltaria. A Trento è nota una Via dei Solteri, in altri luoghi vi sono rimandi alla loro presenza. Anche in alcune Carte di Regola, le raccolte di norme e consuetudinari comunitarie presenti fin dal secolo XV in tutte le comunità trentine, i saltari sono citati.

Il luogo nel Trentino dove il termine saltaro è oggi in uso ufficialmente è la Val di Fiemme, dove definisce le guardie forestali. Nel territorio della nostra regione nel tardo medioevo il termine saltaro, partendo dalle zone italiane della Val di Fiemme e di Cembra venne portato anche verso la Bassa Atesina, tra Ora e Bolzano, probabilmente al seguito delle signorie terriere che detenevano diritti feudali sia al di qua che al di là delle montagne che dividono la Val di Fiemme dalla Val d'Adige. Risalì poi fino a Merano e oltre.

In ragione delle caratteristiche particolari della viticoltura locale, assunse però connotazioni proprie. Il Saltner a partire dal secolo XVI fino alla metà del secolo scorso era sinonimo di guardiano dei vigneti. A Merano la figura del Saltner, per via del costume tradizionale, con tanto di alabarda, armi simboliche, tintinnanti collane e cappello ornato di piume e pellicce conobbe i suoi sviluppi più originali, diventando, grazie al turismo nascente, una figura folcloristica nota in tutto il mondo tedesco. 

L'Angolo del Salter

a cura di Silvano Zorer