Gruppo 78 e la comunità volanese



Progetti di Solidarietà a 4 Ruote






Mercoledì pomeriggio presso il Gruppo 78 in Via Roma a Volano in occasione della conferenza stampa e alla presenza degli amministratori comunali, della vicepresidente della Comunità di Valle e di alcuni rappresentanti delle aziende di Volano è stato presentato l'automezzo Fiat Doblo'.

Il veicolo è concesso sotto forma di comodato d'uso gratuito alla cooperativa volanese grazie ai contributi economici di ben 48 aziende del territorio della Vallagarina, tra cui molte aziende di Volano; le società infatti hanno sottoscritto un contratto di affitto delle superfici sulla carrozzeria del mezzo
con la 'Progetti di Utilità Sociale', azienda nazionale del settore, consentendo al Gruppo 78 la fruizione gratuita del veicolo.

Durante la conferenza è stata espressa da parte del Gruppo 78 profonda gratitudine alle aziende del territorio che hanno risposto positivamente al progetto, anche in un periodo di congiuntura economica; la dott.ssa Giuliani ha sottolineato la Mission del gruppo che è rivolta a sostenere il benessere delle persone, l'importanza di rafforzare sempre di più il legame con il territorio e con coloro che necessitano di servizi tramite la loro cooperativa che la direttrice definisce con il termine di 'Impresa sociale di comunità'.

Di seguito riportiamo il comunicato stampa completo:


Comunicato Gruppo 78

Fiat Doblò


Non poteva mancare il ricordo della nostra concittadina Diomira Raffaelli scomparsa lo scorso 19 settembre 2016; a quasi un anno di distanza si è concretizzato un progetto molto importante per la nostra comunità. Lei che ha resistito e lottato una vita contro la malattia, i pregiudizi, le ingiustizie e che ha contribuito a fondare il Gruppo 78 sarebbe stata sicuramente orgogliosa di questa iniziativa, realizzata anche grazie alle relazioni e alle amicizie che lei stessa ha coltivato durante tutta la sua vita, insegnando che il sole può entrare anche da una finestra chiusa e che la vita va vissuta fino in fondo.


Grazie Diomira per gli insegnamenti che hai saputo trasmettere a tutti noi e che non mancheranno di rappresentare un esempio anche per i nostri giovani.




Cogliamo l'occasione per pubblicare un interessante contributo del nosro concittadino Maurizio Panizza sulla figura di Diomira Raffaelli.

Diomira Raffaelli: piccola grande donna

a cura di Maurizio Panizza

Per tutta la vita ha resistito e lottato contro la malattia, i pregiudizi, le ingiustizie, la politica canaglia. Ha costruito incredibili relazioni e amicizie. Ha contribuito a fondare il Gruppo 78, oggi un'impresa sociale fra le più importanti del Trentino. Ha fatto della sua vita un esempio impossibile da dimenticare.

Diomira Raffaelli, originaria di Volano, era ospite da cinque anni della Apsp Fondazione Comunità di Arco. Da allora non era più uscita da quella sua nuova “casa”, se non per essere ricoverata in ospedale quando la malattia riusciva talvolta ad avere il sopravvento. La Dio (come la chiamavano gli amici) soffriva sin da ragazzina di “atrofia muscolare”, una di quelle terribili malattie degenerative che tolgono via via la possibilità di muoversi, di usare le mani, di essere autonoma. Nel 1999 dovette pure accettare di collegarsi ad un respiratore per mantenersi ancora in vita. Aveva un carattere roccioso, a volte anche aspro, ma nonostante le sue limitazioni sapeva fare ironia anche su se stessa e forse è stato proprio questo il “segreto” che (incredibilmente) ha portato un ammalato grave, come lei, fin sulla soglia dei settant'anni. Lunedì 19 settembre non si è arresa, si è solo lasciata andare dolcemente.

Ho sempre visto Diomira seduta in carrozzina, oppure negli ultimi anni distesa a letto. Non l'ho mai conosciuta, né mai vista, in piedi, camminare. Non avrei potuto, visto che la sua malattia iniziò a manifestarsi quando io ero ancora bambino. Ma oggi che per lei tutto è ormai compiuto, mi pare - anzi ne sono certo - di vederla in piedi, diritta e sicura, camminare a testa alta sulle strade dello spirito.

Però, la Dio non era alta di statura, anzi col passare degli anni (come tutti coloro che ne hanno già alcuni sulle spalle) e con l'avanzare della malattia, lei si era ritirata, era diventata più fragile, più minuta, più piccola.

Eppure in questo mio ricordo di Diomira c'è un evidente paradosso. Forse non era una donna grande, ammetto, ma di sicuro è stata una grande donna. Personalmente mi ha insegnato molte cose della vita. Ad esempio a saper alzare la voce contro le ingiustizie (incredibile, lei che non aveva voce!). A non arrendersi mai, neppure di fronte agli ostacoli che possono apparire insormontabili. A non lamentarsi delle nostre miserie perché c'è sempre chi sta peggio di noi. A non avere paura di chi soffre e che è considerato 'diverso'. Mi ha insegnato, insomma, che si può vivere appieno anche nelle ristrettezze di una libertà condizionata da una macchina e da una stanza chiusa. Perché Diomira ha insegnato a chi l'ha conosciuta che il sole può entrare anche da una finestra chiusa e che la vita va vissuta sino in fondo.

Per questo, un pensiero dolce e un ringraziamento oggi sono per lei, perché il suo ricordo rimarrà per sempre, perché non è vissuta, né morta invano.